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| http://www.hfnet.it/libro.asp?Codice=11CNT672 |
Oggi su La Repubblica leggo notizie sul fresco di stampa:
MAGNUM, LA SCELTA DELLA FOTO di KRISTEN LUBBEN
Per la prima volta gli archivi della Magnum DANNO IN PASTO agli occhi i provini a contatto di molti dei fotografi più celebri e autori di immagini che sono diventate vere e proprie icone.
(Contrasto, 508 pagine, 98 euro)
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| Dennis Stock -Venice Beach, California 1968"Mi sono arrampicato sul palco, una ragazza che sembrava essere in pieno sballo, volteggiava davanti ai musicisti, ballava mentre io scattavo. Questa fotografia è diventata il simbolo dell'epoca hippie" |
"Le grandi fotografie della storia hanno tante sorelle rinnegate. C'è dunque un secondo momento decisivo, forse ancora più decisivo, quello in cui il fotografo stampa le sue miniature, le scorre con lo sguardo,le pasticcia a matita grassa rossa con crocette e cerchietti:questa no, questa no, eccola, questa si.(...) La stampa a contatto dei negativi era il momento della verità.. E anche del suo ribaltamento: nel celebre Dibattito in cucina tra Nixon e Kruscev, il dito puntato del presidente Usa sul petto del leader sovietico diventò l'icona dell'orgoglio maccartista, eppure, nel resto della pellicola di erwitt i due sono a colloquio bonario e sorridente. Ma fu quella sola foto ad uscirne." (dall'articolo di Michele Smargiassi)

Un libro che, come dice giustamente Smargiassi, è un epitaffio di un epoca in cui era ancora visibile e analizzabile il processo che portava alla realizzazione dell'immagine-icona, la marcia di avvicinamento del fotografo al suo soggetto, la manovra della cattura! <E' nel tracciato della visione che si vede il talento, più che nel risultato> .Epitaffio perchè oggi, le immagini che scegliamo tra le decine immediatamente visibili e cancellabili delle nostre digitali, rimagono isole idealizzate, monadi senza trascorsi, senza storia, senza traccia di ri-scrittura. Un po' come accade per il manoscritto a inchiostro e carta, che rivela i tentativi, le cancellature, i ripensamenti, la stratificazione di un idea, e quello di una scrittura digitale, dove ogni ultimo aggiornamento è un nuovo inizio senza alcuna sbavatura.
E' bello pensare però che, per una volta, i grandi fotografi abituati ad una carriera da "cacciatori" vengano per una volta STANATI dai loro soggetti e dalle piege delle loro stesse reti.


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